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L'Hortator vagava per Mournhold, lottando con le lezioni che aveva imparato. Erano scivolose nella sua mente. Non riusciva a mantenere sempre le parole al posto giusto e sapeva che era un pericolo. Vagava per trovare Vivec, suo signore e padrone, la gloria dell'immagine di Veloth, e di tutti i luoghi lo trovò nel Tempio del Falso Pensiero. Qui, forbici meccaniche stavano tagliando i capelli di Vivec. Un re mendicante aveva portato il proprio telaio e stava facendo dei capelli una mappa incompleta della vita adulta e della morte.

Nerevar disse: "Perché stai facendo questo, mio signore?"

Vivec disse: "Per fare spazio al fuoco".

E l'Hortator poteva vedere che Vivec non era in forma, anche se non a causa del nuovo potere che stava arrivando. Il guerriero-poeta dorato stava anche esercitando il suo Volto d'Acqua, imparato dai dreugh prima di nascere.

Nerevar disse: "Questo è per proteggerti dal fuoco?"

Vivec disse: "E' così perché possa vedere la verità. Questa, e il mio posto qui all'altare di Padhome nella casa del Falso Pensiero, serve affinché io possa vedere oltre i miei segreti. Il Volto d'Acqua non può mentire. Viene dall'oceano, che è troppo impegnato per pensare, ancora meno per mentire. L'acqua mobile ricorda la verità con il suo tremolio".

Nerevar disse: "Temo di diventare trascurato nel mio pensiero".

Vivec disse: "Raggiungi il paradiso con la violenza, allora".

Quindi, per acquietare la propria mente, l'Hortator scelse dalle Rastrelliere di Combattimento un'ascia. Le diede un nome e andò verso la prima luna.

Lì, Nerevar fu accolto dal Parlamento dei Crateri, che lo conoscevano per fama ed erano risentiti per la sua presenza, in quanto era un re dominatore della terra e quello era il reame lunare. Girarono intorno a lui in uno schema per intrappolarlo.

"La luna non riconosce corone o scettri", dissero, "né i rappresentanti dei regni sottostanti, leoni o serpenti o matematici. Siamo le tombe di quelli che sono migrati e divenuti antichi paesi. Non cerchiamo Regine o troni. Il tuo aspetto è decisamente solare, il che vuol dire una libreria di idee rubate. Non siamo né lacrime né tristezze. La nostra rivoluzione ha avuto successo nel modo in cui è stata scritta. Sei l'Hortator e non sei il benvenuto qui".

E quindi Nerevar scolpì i fantasmi delle tombe finché non fu senza fiato e il loro Parlamento non poté più fare nuove leggi.

Disse: "Io non sono degli schiavi che periscono".

Dei membri del Parlamento solo pochi sopravvissero all'attacco dell'Hortator.

Un Cratere sopravvissuto disse: "L'appropriazione non è niente di nuovo. Tutto avviene da solo. Questo motivo non è in alcun modo associato ai miti eroici. Non hai agito con impulso creativo: cadi sotto il peso del destino. Siamo tombe ma non bare. Capisci la differenza. Hai solo scavato di più e non hai fornito dei fantasmi per risiedere all'interno. Centrale nella tua dichiarazione è il predominio di eventi deboli. Essere giudicati dalla terra è sedere su un trono di chiedersi perché. Danneggiaci di più e non troverai nulla se non l'assenza dei nostri morti".

La fine delle parole è ALMSIVI.

Curiosità

Apparizioni

36 Lezioni di Vivec
36 Lezioni di Vivec, Sermone 15 36 Lezioni di Vivec, Sermone 17

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