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Fuochi Drago

Martin Septim accende i Fuochi del Drago di fronte a Mehrunes Dagon

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"Ma se [i Fuochi del Drago] si spegneranno, o se nessun erede del nostro sangue unito porterà l'Amuleto dei Re, allora l'Impero cadrà nell'oscurità e i demoni signori del Caos governeranno la Terra"
Prove di Sant'Alessia[src]

I Fuochi del Drago, siti nel Tempio dell'Unico, si estinguono alla morte di ogni Imperatore, e devono essere nuovamente accesi dal suo successore (necessariamente un Sangue di Drago) al momento della propria incoronazione. Tale rituale venne ideato da Reman Cyrodiil per simboleggiare il perenne sodalizio tra l'Impero di Cyrodiil (nella persona del suo Imperatore) e il dio Akatosh. Questi creò i Fuochi del Drago con qualche goccia bruciante del sangue del suo cuore. I Fuochi del Drago sono la protezione contro i piani dell'Oblivion, anche se nella missione principale di Oblivion viene più volte suggerito che proteggano contro tutti i reami immortali. Mentre sono accesi, i Daedra non possono esistere permanentemente su Tamriel, e non è possibile aprire portali per l'Oblivion.

Sebbene il piedistallo che funge da pira si trovi nel Tempio dell'Unico, nella Città Imperiale, i Fuochi non sembrano avere alcuna connessione con la religione Alessiana. Un Imperatore Sangue di Drago deve utilizzare l'Amuleto dei Re per accendere i Fuochi nel Sublime Braciere, un calderone sacro sito nella Cattedrale dei Fuochi del Drago, nelle profondità delle fogne cittadine. Una volta incendiato il braciere, questo accenderà i Fuochi del Drago nel Tempio dell'Unico. I Fuochi del Drago possono essere altresì accesi direttamente dal Tempio.

Nel 3E 433, i Fuochi del Drago si spensero alla morte dell'Imperatore e vennero riaccesi per pochi secondi dal suo erede al termine di una lunga missione; Martin Septim, per riaccenderli, distruggerà l'Amuleto dei Re, trasformandosi così nell'Incarnazione di Akatosh. Alla fine della missione principale, i Fuochi del Drago sono stati sostituiti da una statua dell'Incarnazione, probabilmente a simboleggiare l'idea condivisa che le porte dell'Oblivion non potranno mai più essere riaperte nel mondo mortale.

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"Finché tu e i tuoi discendenti porterete l'Amuleto dei Re, questo Fuoco del Drago arderà di fiamma eterna, come segno per gli uomini e gli dei della nostra fedeltà."
Prove di Sant'Alessia

L'Amuleto dei Re e i Fuochi del Drago sembrano essere un tutt'uno: l'Amuleto è stato formato dalle "matasse intrecciate dell'Oblivion" e dai nervi del cuore di Akatosh. L'Amuleto dei Re deve essere disponibile per accendere i Fuochi del Drago, e sembra che questi non possano bruciare se l'Amuleto viene distrutto.

Fino ad ora, lo spegnimento dei Fuochi del Drago è stato l'obiettivo di due importanti complotti che condussero ad altrettante crisi globali, capaci di scuotere il tessuto della realtà senza possibilità di riparazione. La crisi più antica ebbe luogo nel 2E 582, all'epoca dell'Interregnum, un periodo di tempo senza un Imperatore sul Trono di Rubino: il duca coloviano di Chorrol, Varen Aquilarios, assunse il ruolo di Imperatore solo per essere poi ingannato da Mannimarco, che usò i Fuochi del Drago e l'Amuleto dei Re per distruggere le barriere tra Mundus e Oblivion, permettendo a Molag Bal di attuare il suo piano, ossia trascinare Nirn nel suo reame di Coldharbour. La seconda crisi, nel 3E 433, iniziò con l'assassinio dell'Imperatore Uriel Septim VII da parte della Mitica Alba: i Fuochi del Drago, come conseguenza, si spensero, dando la possibilità a Mehrunes Dagon di entrare a Tamriel nella sua forma fisica; il piano del Daedra venne però sventato dall'erede di Uriel, Martin.

Apparizioni

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