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Ancore CittàImp

Numerose ancore intorno alla Città Imperiale

La Fusione dei Piani fu una massiccia invasione daedrica di Tamriel che ebbe luogo nel 2E 582, durante l'Interregnum. Il Principe Daedrico Molag Bal usò le sue Ancore Oscure, immensi macchinari inter-dimensionali per tentare di strappare Nirn a Mundus e fonderlo con il suo reame di Coldharbour. La gravità e la pericolosità dell'evento sono paragonabili a quelle della Crisi dell'Oblivion, e il fallimento del piano di Bal è da attribuirsi soprattutto all'intervento di Meridia e degli Otto Divini.

ContestoModifica

La Città VuotaModifica

Molto prima della Fusione dei Piani, Meridia e Molag Bal erano in guerra, e usavano i rispettivi adoratori Ayleid per combattersi. Durante uno di questi conflitti, una città dei seguaci di Meridia venne attaccata da Molag Bal. Questi aprì vari portali con Coldharbour fuori dalle mura cittadine, costringwndo gli abitanti a rifugiarsi all'interno dell'abitato. Qui, il Re Ayleid Laloriaran Dynar guidò le difese, ma la situazione peggiorava rapidamente. Capendo che la città sarebbe presto caduta, Meridia usò alcuni dei suoi artefatti, noti come le Luci di Meridia, sulla città, per trasportarla a Coldharbour attraverso i portali aperti da Bal. La città divenne un paradiso sicuro nel quale Molag Bal non poteva vedere o agire. Meridia sapeva che un giorno quella città avrebbe potuto diventare una zona sicura dalla quale i mortali avrebbero potuto combattere il suo nemico. Tale città divenne nota come la Città Vuota. Meridia stessa rimase in città come sua guardiana, per assicurarsi che rimanesse protetta.

Ribellione di VarenModifica

Nel 2E 573, cinque anni prima dello Scoppio di Anime, l'allora imperatore Leovic degli Imperatori Casalunga (dinastia di Uomini del Reach), legalizzò il culto dei Daedra nel decadente Impero di Cyrodiil. Udito ciò, Varen Aquilarios di Chorrol richiamò le forze militari delle Highlands Coloviane per deporre Leovic. Varen stabilì la base della sua rivolta poco fuori Bruma, da dove coordinava le sue armate nel tentativo di conquistare le città cyrodiiliche e indebolire il potere di Leovic. La guerra durò dal 2E 576 al 2E 577, e i ribelli esultarono vittoriosi quando le forze di Varen sciamarono nella Città Imperiale; fu Varen in persona a far cadere Leovic ai piedi del Trono di Rubino prima di proclamarsi Imperatore.

I Cinque CompagniModifica

Dopo aver ottenuto la corona, Varen intese legittimare le sue pretese sul Trono di Rubino e porre così fine all'Interregnum, cosa che avrebbe potuto fare solo un Sangue di Drago. Uno dei suoi Cinque Compagni, il negromante Mannimarco, disse a Varen che conosceva un modo per diventare Sangue di Drago. Per farlo, tuttavia, avevano bisogno dell'Amuleto dei Re, disperso dopo il crollo dell'Impero.

Così, nel 2E 576, vennero formati i Cinque Compagni: Varen Aquilarios stesso, il negromante Mannimarco, la guerriera semi-gigante Lyris Titanborn, il maestro di spada Redguard Sai Sahan e il Cancelliere Anziano Abnur Tharn. I Compagni iniziarono quindi una ricerca lunga due anni per trovare l'Amuleto.

Lo Scoppio di Anime e l'inizio della FusioneModifica

Scoppio Anime

Lo Scoppio di Anime

I Cinque Compagni trovarono l'Amuleto dei Re, e nel 2E 578, nel Tempio dell'Unico della Città Imperiale, poterono iniziare il rituale. In quel momento, Mannimarco usò la sua magia oscura per immobilizzare gli altri, rivelando le sue vere intenzioni: egli era un agente di Molag Bal, e il rituale non avrebbe acceso i Fuochi del Drago, ma tutto l'opposto: aveva indebolito le barriere tra Nirn e Oblivion in un evento che diverrà noto come Scoppio di Anime.

Tale evento permise a Molag Bal di iniziare la Fusione dei Piani, un'unione forzata fra i mondi. Una volta completato il rituale, scosse di assestamento si propagarono in ogni angolo di Nirn. Maghi morirono o impazzirono, la Montagna Rossa tremò a Morrowind, terremoti scossero Skyrim e enormi tempeste spazzarono le coste di Valenwood ed Elsweyr. La costellazione del Serpente crebbe talmente che sembrò volesse divorare tutto il cielo.

Dopo lo Scoppio di Anime, Varen scomparve misteriosamente. Lyris venne catturata da Mannimarco per essere sacrificata, Abnur semplicemente scappò dalla città, e Sai Sahan fuggì insieme all'amuleto, intenzionato a nasconderlo a Sancre Tor.

In seguito, la famiglia Tharn, che governava di Cyrodiil nella persona della nuova Imperatrice Reggente Clivia Tharn, strinse un patto con Mannimarco, il Re dei Vermi, che accettò di sostenere le armate imperiali resuscitando i loro soldati. Abnur, il padre di Clivia, che odiava Mannimarco a seguito dello Scoppio di Anime, venne invece catturato e imprigionato a Coldharbour, nel Castello del Verme.

Varen e Lyris vennero mandati a Coldharbour, ove Varen venne torturato fino a diventare l'ombra di sé stesso, con l'aspetto di un vecchio cieco appena in grado di camminare.

StoriaModifica

Cadono le Ancore OscureModifica

TorreOB catene

La Torre di Oro Bianco agganciata a Coldharbour

Nel 2E 582 iniziò così la Fusione dei Piani. Portali inter-dimensionali chiamati Ancore Oscure vennero evocate in tutta Tamriel, agganciandosi al suolo e strappando lentamente parti di Nirn per per portarle fluttuando nell'Oblivion. Questi portali erano tutti ormeggiati a una colossale costruzione a Coldharbour chiamata Grande Catena. La Fusione dei Piani era centrata sulla Scala Infinita, una fortificazione fisicamente impossibile costruita dall'Architetto Pazzo. Una volta che una zona sarebbe stata separata da Tamriel, i pezzi sarebbero stati riformati come un piccolo regno di Coldharbour prima di unirsi al Vortice Planare, un regno interplanare in cui dovevano convergere Tamriel e Coldharbour. Benché fragile, il Vortice era accessibile solo dall'interno della Scala Infinita. La più grande Ancora Oscura si aprì sopra i cieli della Città Imperiale, con l'obiettivo di portare la stessa Torre di Oro Bianco a Coldharbour.

Con Cyrodiil in rovina e le province divise dalla Guerra delle Alleanze, pochi furono lasciati ad opporsi all'invasione dei Daedra. Meridia mandò il suo servitore, Vede-Ogni-Colore, ad assassinare il capo della Gilda dei Guerrieri per assumere il ruolo di Maestro della Gilda. Sotto il controllo daedrico e finanziata dalla ricchezza degli adoratori di Meridia, la gilda iniziò a rifiutare tutti i contratti, concentrò le sue forze sulla distruzione delle Ancore Oscure e dei piani di Molag Bal. Nel frattempo, i Cinque Compagni furono riformati in seguito all'arrivo del Senz'Anima, un eroe profetizzato che liberò i Compagni dalle grinfie di Bal e reclamò l'Amuleto dei Re, sconfiggendo nello stesso tempo Mannimarco.

Il VestigeModifica

Il Vestige era uno dei molti mortali sacrificati dal Culto del Verme a Molag Bal, sacrificato da Mannimarco in persona. Venne inviato a Coldharbour e rinchiuso nella Prigione del Lamento. Ivi venne contattato da Varen (che scelse di non identificarsi come tale, riferendosi a sé stesso semplicemente come "Il Profeta") che lo informò che avrebbe avuto un ruolo importante nello sventare i piani di Bal. Prima di tutto, doveva fuggire e trovare una Nord di nome Lyris Titanborn per aiutarlo a liberare il Profeta. In quel momento, un gruppo di reclusi sopraffece i sorveglianti Dremora e iniziò a liberare gli altri prigionieri, incluso il Vestige. Si aprì la strada combattendo attraverso la prigione, trovò Lyris e, con l'aiuto di un pazzo cavaliere Anima-Intrappolata di nome Cadwell, individuò la cella del Profeta. Tuttavia, per liberarlo era necessario che qualcuno prendesse il suo posto nella cella. Lo fece Lyris, e il Profeta promise di tornare per liberarla. Si fece poi stada insieme al Vestige verso una delle Ancore Oscure, e, con l'aiuto della propria magia, tornarono entrambi a Nirn.

Il RifugioModifica

Il Vestige e il Profeta non si ritrovarono insieme, su Nirn, ma riuscirono a riunirsi in un posto chiamato Il Rifugio. Lì, il Profeta raccontò gli eventi che portarono alla sua cattura e allo Scoppio di Anime, responsabile dell'attuale crisi. Al termine della sua storia, il Profeta informò il Vestige che aveva bisogno di tempo per riposare ed escogitare un modo per liberare Lyris da Coldharbour.

Figlia dei GigantiModifica

Poco dopo, il Profeta contattò il Vestige, chiedendogli di tornare al Rifugio: aveva scoperto dove si trovava Lyris a Coldharbour. Molag Bal l'aveva trasferita alla Fonderia del Dolore, e il Profeta aprì così un portale per Coldharbour. Una volta che la Vestige la individuò, furono costretti ad aiutarla a recuperare diversi aspetti di sé stessa che Molag Bal aveva rimosso per tormentarla: sistemare il suo rimpianto per aver ucciso sua madre alla nascita, placare la solitudine che aveva provato per tutta la vita, risolvere la sua incertezza e sconfiggere il suo terrore. I due fuggirono allora da Coldharbour e tornarono al Rifugio.

Inseguendo le OmbreModifica

Il Profeta chiamò nuovamente il Vestige, avendo udito sussurri di paura vicino al Rifugio. Il Vestige venne incaricato di localizzare un agente del Culto del Verme presente nelle vicinanze. La gente del posto condusse il Vestige in una cantina infestata da non-morti. All'interno, Abnur Tharn gli apparve attraverso il Globo del Discorso che stava diffondendo la paura tra la popolazione, pensando che un agente del Culto del Verme stesse cercando di contattarlo. Tharn fu sorpreso di vedere invece il Vestige, ma prima che potessero parlare ulteriormente, l'agente del Culto del Verme attaccò. Il Vestige lo sconfisse e portò il Globo al Profeta, che pensò di poterlo usare per localizzare Sai Sahan. Era necessario trovarlo, poiché questi era fuggito con l'Amuleto e l'Amuleto era l'unico modo per fermare Molag Bal.

Il Castello del VermeModifica

Mentre utilizzava il Globo del Discorso per localizzare Sai Sahan, il Profeta venne contattato da Abnur Tharn, che desiderava parlare con il Vestige. Arrivato al Rifugio, Tharn li informò che non aveva alcun desiderio di continuare a servire Mannimarco, ma che era stato imprigionato nel Castello del Verme di Coldharbour e aveva bisogno di essere salvato. In cambio, si offrì di svelare la posizione di Sai Sahan. Il Vestige e Lyris entrarono nuovamente a Coldharbour, ove furono aiutati da Cadwell a entrare nel castello senza essere visti. Aprendosi la strada tra Cultisti e servitori non-morti, riuscirono a localizzare Tharn e a liberarlo. Tuttavia, Mannimarco apparve davanti a loro e tentò di ucciderli evocando ondate di scheletri. Tharn e Mannimarco iniziarono un duello magico, che Tharn vinse quando il Vestige colpì il Negromante, deconcentrandolo. Il Profeta aprì quindi un portale per il Rifugio e il trio fuggì da Coldharbour. A questo punto, il Profeta rivelò che era in realtà Varen Aquilarios. Sostenne di aver esitato a rivelarsi poiché non era sicuro di come avrebbe reagito il Vestige, dal momento che le sue azioni avrebbero infine portato alla loro morte.

Tharn rivelò che sebbene non conoscesse la posizione esatta di Sai Sahan, era disposto ad aiutare il Profeta a trovarlo. Questo fece arrabbiare Lyris, che colpì Tharn così forte da farlo cadere. Nonostante fosse furioso con lui, Varen fu in grado di calmarla, poiché l’aiuto di Tharn era indispensabile.

Parla TharnModifica

Durante i suoi viaggi, il Vestige venne contattato da un banekin che recava un messaggio da Abnur Tharn, il quale chiedeva un incontro lontano dal Rifugio, in un Salone della Gilda dei Maghi. Ivi, il Vestige trovò Tharn travestito da mago della gilda. Questi spiegò che Mannimarco immagazzinava artefatti e occasionalmente informazioni in una vicina rovina, e che lì avrebbero potuto trovare informazioni sulla posizione di Sai Sahan. I due entrarono nelle rovine e scoprirono che Sahan era detenuto nelle Sale del Tormento di Coldbarbour, e che veniva torturato perchè rivelasse la posizione dell'Amuleto dei Re.

Varen informò il Vestige che avrebbe avuto bisogno di tempo per determinare l'esatta ubicazione delle Sale del Tormento di Coldharbour, e che lo avrebbe contattato quando vi fosse riuscito.

Quando Varen determinò la posizione delle Sale, inviò il Vestige attraverso un portale e gli fece scegliere se portare Tharn o Lyris. I due entrarono nelle Sale e trovarono Sahan nelle mani di uno Xivilai chiamato Duchessa dell’Angoscia che stava usando i doppelganger dei Cinque Compagni per torturare Sahan fisicamente e mentalmente per fargli rivelare la posizione dell'Amuleto dei Re. Dopo aver ucciso i doppelganger e la Duchessa, la coppia salvò Sahan e lo riportò al Rifugio. Ivi, Sahan li informò che aveva nascosto l'Amuleto tra le rovine di Sancre Tor, poi chiese alcuni giorni prima di partire per riprendersi dal proprio calvario.

La Valle delle BladeModifica

Sai Sahan informò il Vestige di aver bisogno di un oggetto per sbloccare la camera in cui veniva tenuto l'Amuleto: l'Anello della Misericordia di Stendarr. Sahan aveva lasciato l'Anello sotto la protezione del suo vecchio mentore Kasura, una Maestra delle Blade Redguard. Varen aprì un portale nell'Abbazia delle Blade di Hammerfell nel quale entrarono il Vestige, Tharn, Lyris e Sahan. All'arrivo, scoprirono che Molag Bal aveva inviato un Titano Daedrico per distruggere l'Abbazia. Riuscirono ad abbatterlo, ma aveva già distrutto gran parte dell'Abbazia e ucciso quasi tutti gli studenti. Kasura ringraziò i suoi soccorritori, e li condusse dove aveva conservato l'Anello: la cripta ancestrale degli antenati di Sai. All'interno, apparve una visione di Mannimarco, che resuscitò i cadaveri all'interno della cripta per impedire al gruppo di recuperare l'Anello, ma i non-morti furono fermati e l'Anello venne recuperato. Sahan, Lyris e Tharn rimasero per aiutare Kasura e gli altri studenti a seppellire i caduti, mentre la Vestigia ritornò al Rifugio.

Ombra di Sancre TorModifica

Tornati dall'Abbazia delle Blade, Lyris, Sahan e Tharn si unirono al Vestige per dirigersi verso Sancre Tor. Quando entrarono nelle rovine incontrarono un'altra visione di Mannimarco. Questa volta, il Re dei Vermi spiegò loro di aver posto un incantesimo su Sahan per tracciare ogni suo movimento. Ancora più importante, rivelò che aveva in programma di usare l'Amuleto dei Re per intrappolare Molag Bal e assorbirne l’essenza, trasformandosi nel nuovo Principe Daedrico della Dominazione. I vigilanti di Stendarr che Sai Sahan aveva posto nella stanza contenente l'Amuleto lo avrebbero nascosto da Molag Bal fino a quando non fosse stato pronto a colpire. Il Vestige e i suoi compagni si fecero strada tra le rovine prima di affrontare lo stesso Mannimarco nella camera dell'Amuleto. Dopo averlo ucciso, lo stesso Molag Bal apparve e, avendo saputo del suo tradimento fin dall’inizio, trascinò l'anima di Mannimarco a Coldharbour. Il Vestige recuperò l'Amuleto dei Re e ritornò al Rifugio.

Consiglio dei Cinque CompagniModifica

Varen chiese al Vestige di unirsi a loro al Rifugio ancora una volta. Lì, Sahan gli diede la scelta di unirsi o meno ai Cinque Compagni. Tharn spiegò poi il suo piano per l'Amuleto: riteneva che il potere Divino dell'amuleto potesse danneggiare Molag Bal quanto bastava per costringerlo a rinunciare a tutte le anime che aveva rubato, inclusa quella del Vestige. Tuttavia, c'era un prezzo: il rituale necessario per infondere energia avrebbe richiesto un'anima. Ovviamente il Vestige non poteva farlo, né Tharn avrebbe potuto eseguire il rituale. Lyris, Sahan o Varen avrebbero dovuto sacrificarsi per conferire al Vestige il potere dei Divini, e ognuno di loro si offrì volontario. Varen spiegò poi che varie armate erano pronte a lanciare un assalto a Coldharbour, e che il Vestige avrebbe dovuto unirsi a loro.

La Fusione Inversa e il Sublime BraciereModifica

Nel tentativo di accelerare il processo di fusione, Bal mandò un Xivkyn di nome Molag Kena ad impersonare l'apparentemente defunta Reggente Clivia Tharn e "riprendere" la Torre di Oro Bianco. In realtà, Kena si mise a cercare un'Antica Pergamena all'interno della Torre, progettando di usarne il potere per avviare la "Fusione Inversa" e trascinare contemporaneamente Coldharbour verso Tamriel. Tuttavia, una sacerdotessa del Culto della Falena chiamata Terran Arminus aveva già letto la pergamena prima dell'occupazione daedrica della Città Imperiale, rendendosi conto che avrebbe avuto bisogno di aiuto per salvare il rotolo. Questo aiuto arrivò sotto forma di un gruppo di Intrepidi, che aiutò le guardie di Clivia ad ascendere ai livelli superiori distrutti della Torre prima di essere tradito dall'impostore. Gli Intrepidi sconfissero Molag Kena sulla Torre prima che potesse completare il rituale, e distrussero l'Ancora tesa sopra la città.

In concomitanza con gli eventi della Torre di Oro Bianco, le forze di Bal iniziarono a cercare nella città una reliquia chiamata il Sublime Braciere. Occultato nella cattedrale nascosta del Fuoco del Drago nelle rovine Ayleid sotto la città, questo braciere era la chiave per riaccendere i Fuochi del Drago. Se fosse stato distrutto l'Alleanza di Akatosh sarebbe stata spezzata, e Mundus sarebbe rimasto eternamente vulnerabile alle invasioni daedriche. Questo complotto venne scoperto dal Drago delle Blade, un misterioso agente della Guardia del Drago che operava all'interno della città. Con l'aiuto del Senz'anima e di altri alleati, il Drago entrò nella Cattedrale del Fuoco del Drago ed eseguì un rituale per diventare il guardiano immortale del braciere. L'assedio daedrico alla cattedrale venne nel frattempo spezzato, e il comandante delle forze di Bal, Xivkyn Generale Malivus, venne bandito. Il Drago avrebbe svolto il ruolo di guardiano fino all'avvento del prossimo Sangue di Drago (Tiber Septim, circa 2E 854), sventando efficacemente il piano di Molag Bal.

Pianificando l'assalto a ColdharbourModifica

Stirk Riunione

I leader delle Alleanze si riuniscono a Stirk

Mentre la Guerra delle Alleanze si trascinava, il potere di Molag Bal su Tamriel continuava a crescere. Insieme alla Gilda dei Guerrieri, la Gilda dei Maghi di Vanus Galerion riuscì finalmente ad organizzare un incontro fra i tre leader delle Alleanze sull'isola di Stirk, per discutere di una potenziale controinvasione di Coldharbour. Vi erano i comandanti del Patto di Ebonheart, dell'Alleanza di Daggerfall e del Primo Dominio Aldmeri, rispettivamente Jorunn il Re Skald, il Re dei Re Emeric e la Regina Ayrenn. I negoziati si interruppero quando i leader iniziarono a litigare e insultarsi a vicenda. Mentre Vanus e il Vestige tentavano di ristabilire l'ordine, Molag Bal apparve davanti a loro e aprì i portali di Coldharbour sull'isola, e sciami di Daedra si riversarono fuori. Gli aggressori vennero respinti, e i comandanti acconsentirono rapidamente all'invasione guidata dalla Gilda, essendosi resi conto in prima persona della potenza di Bal.

L'Armata di MeridiaModifica

Il piano si rivelò rapidamente fallimentare, mentre le forze si sparpagliavano su Coldharbour senza riuscire a intaccare le difese di Molag Bal. Il Vestige apparve da solo, ed entrò in una città intatta, incontaminata ma abbandonata. Incontrò Meridia, che tenne nascosta la propria identità, riferendosi a sé stessa semplicemente come la Sorvegliante. Gli raccontò la storia della Città Vuota e di come sarebbe potuto essere un rifugio sicuro nel quale radunare le loro forze.

Città Vuota

La Città Vuota

Il Vestige partì quindi per radunare le forze d'assalto delle Gilde e per salvare Re Dynar, che Molag Bal teneva in vita per torturarlo. Si radunarono tutti nella Città Vuota e pianificarono l'assalto, con Re Dynar che assunse il comando della Gilda dei Guerrieri, giacché il loro comandante era morto poco dopo il suo arrivo. Il Vestige visitò e aiutò anche altri villaggi e insediamenti inviati a Coldharbour per vari motivi nel corso dei secoli. In cambio, queste anime dannate accettarono di unirsi alle forze che si ammassavano nella Città Vuota.

Arrivato separatamente dagli altri, Vanus Galerion partì da solo per distruggere la Forgia Nera, ove venivano costruite le Ancore Oscure, e la Grande Catena, che dava potenza alla Fusione dei Mondi. Il suo tentativo fallì e venne catturato, ma il Vestige lo salvò e insieme riuscirono a distruggere entrambi gli obiettivi. Assistito a ciò, Cadwell rivelò loro che erano giunti in ritardo: la Grande Catena aveva già creato un Vortice Planare che stava attirando Nirn verso Coldharbour più velocemente che mai. Per distruggerlo, avrebbero dovuto raggiungere il vortice planare e attivare le luci di Meridia.

L'assalto finaleModifica

Per raggiungere il vortice planare, le forze della gilda avrebbero dovuto attraversare L'Abisso, una striscia di terra stretta e pesantemente difesa, e catturare la Cittadella del Distruttore. Il Vestige guidò la carica, chiudendo i portali di rinforzo dei Daedra e sconfiggendo infine Molag Grunda, il comandante delle forze dell'Abisso. Dopo aver catturato la Cittadella del Distruttore e la Scala Infinita, entrarono nel Vortice Planare, ove la Sorvegliante si rivelò essere Meridia. Il Daedra aiutò le forze della Gilda a chiudere le Ancore Oscure all'interno del Vortice, ma fu affrontata da Molag Bal nei pressi dell'ancora finale. I due combatterono mentre Vanus preparava le Luci di Meridia. Il Vestige e le rimanenti gilde combatterono le ondate di Daedra e Dremora fino a che Vanus non attivò le Luci. Il Vortice Planare quindi collassò.

Il Dio degli IntrighiModifica

Vortice Planare

Il Vortice Planare

Il Vestige si risvegliò nella Cappella della Città Vuota. Meridia si congratulò con lui per la vittoria, ma lo informò che il re Dynar era stato ferito mortalmente nella battaglia finale nel Vortice Planare. Il Vestige ascoltò le ultime parole del Re Ayleid ed uscì dalla Cappella. Qui trovò Varen che lo aspettava per informarlo che era giunto il momento di reclamare la sua anima. I Cinque Compagni si riunirono per l'ultima volta al Rifugio ed entrarono nel Dolore del Cuore, la sede del potere di Molag Bal a Coldharbour. All'interno trovarono Mannimarco torturato dai non-morti. Dopo aver loro parlato, al Vestige venne data la possibilità di liberare il Re dei Vermi o di lasciarlo al suo destino. Indipendentemente dalla sua scelta, i Cinque Compagni si avvicinarono alla Sede della Tirannia e prepararono il rituale. Il Vestige dovette quindi scegliere se sacrificare Lyris, Sahan o Varen. Tharn eseguì il rituale e impregnò il Vestige del potere dei Divini. Dopo il rituale, egli risplendette di luce divina dorata e scavò un sentiero attraverso innumerevoli Dremora e Daedra. Raggiunsero Molag Bal e combatterono contro il Dio degli Intrighi, tagliandolo infine a metà con una lama di luce dorata.

Il Vestige venne trasportato nelle Stanze Colorate, il Reame di Meridia nell'Oblivion. Il Vestige si riunì con la propria anima, e Meridia gli confidò che ogni compagno che si era sacrificato per lui era ormai parte della sua anima. Apparve Molag Bal e parlò con loro, spiegando tranquillamente che era impressionato dalla loro prodezza, ma che il Vestige aveva attirato l'attenzione degli altri Principi Daedrici, che non potevano comprendere la politiche dell'Oblivion. Meridia si materializzò e intimò a Molag Bal di lasciare il suo regno, cosa che questi fece dopo un'ultima derisione. Meridia si congratulò quindi con il Vestige per il successo ottenuto, ma il viaggio non era ancora concluso. Spiegò che Tharn era fuggito dopo il rituale con l'Amuleto dei Re, che non sarebbe mai stato in grado di usarne il potere per se stesso, ma che avrebbe passato molti anni frustranti provandoci.

Con la distruzione del Vortice Planare e il rilascio di tutte le anime detenute da Molag Bal, la Fusione dei Piani era terminata. Sebbene diverse Ancore Oscure rimanessero aperte su Tamriel, il continente stesso non era più in pericolo di essere trascinato a Coldharbour.

ApparizioniModifica

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