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L'Ingenium fu un macchinario manovrato da un potente stregone di nome Vuhon. Dopo gli eventi di The Elder Scrolls IV: Oblivion e la scomparsa di Vivec, il Ministero della Verità divenne instabile, e gli abitanti della città di Vivec iniziarono a temere la propria distruzione totale nel caso la meteora fosse caduta. Vuhon e Ezhmaar Sul strinsero un patto con il Principe Daedrico Clavicus Vile che portò all'elaborazione dell'Ingenium, un raffinato meccanismo che avrebbe mantenuto sospeso il Ministero della Verità. Per funzionare a dovere, però, il macchinario aveva bisogno di un costante rifornimento di anime mortali. Inizialmente vennero usate solo quelle di criminali e fuorilegge, ma l'Ingenium ne consumava almeno dieci al giorno. A un certo punto, Vuhon scoprì che solo alcune anime appropriate avrebbero potuto far funzionare il congegno per mesi.

L'Ingenium era operativo già da cinque anni, dopo la scomparsa di Vivec durante la Crisi dell'Oblivion, quando la moglie di Ezhmaar Sul, Ilzheven, venne selezionata per essere sacrificata, in quanto la sua anima era risultata compatibile con il meccanismo. Sul provò a salvarla, ma il suo tentativo finì per danneggiare irreparabilmente l'Ingenium, facendo conseguentemente precipitare il Ministero della Verità sulla città di Vivec. Si è quasi unanimemente concordi nel ritenere la caduta di Baar Dau causa scatenante degli eventi che portarono all'Anno Rosso. Ezhmaar Sul e Vuhon vennero banditi nei Campi del Rimpianto, il Reame di Clavicus Vile nell'Oblivion. Qui Vuhon fece un altro accordo, con Umbra, in questo caso, per la creazione di un secondo Ingenium. Con l'aiuto del nuovo macchinario, Vuhon e Umbra riuscirono a strappare una parte di terra dall'Oblivion e fluttuare verso Tamriel.

Il secondo Ingenium venne distrutto allorché il Principe Attrebus Mede affondò Umbra nel meccanismo. Per impedire che Umbriel precipitasse sulla Città Imperiale, Mere-Glim guidò la città fluttuante verso il Reame degli Hist.

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