FANDOM



Quotebg2
"Mortale. Io sono Namira, la Signora della Decadenza. Il tuo scempio di sangue e bile della stirpe di Arkay mi è gradito. Ecco il mio anello. Indossalo, e quando banchetterai con la carne dei morti ti donerò il mio potere."
―Namira[src]
Namira è il Principe Daedrico dell'Oscurità antica, della Miseria e della Sporcizia. Ella è la dominatrice degli spiriti più oscuri e tenebrosi, ed è associata alle malattie e a tutte le creature che di solito ispirano agli umani un’istintiva repulsione quali ragni, insetti e lumache. È anche conosciuta come la "Signora della Decadenza", la "Divoratrice di Morti" e "Daedra Spirito", ed è la protettrice dei cannibali di Tamriel.

I Khajiit la considerano connessa a Lorkhan, e la chiamano anche Namiira o "la Grande Oscurità". Infatti, è lei che reclama le anime dei Khajiit corrotti che non hanno seguito rettamente il sentiero delle lune, facendoli diventare i suoi Dro-m'Athra

La data di convocazione di Namira è il 9° giorno del Secondo Seme. Può essere anche convocata nel suo santuario, ma per farlo bisogna essere sporchi, cenciosi e ripugnanti, in quanto ella disprezza le persone attraenti.

DescrizioneModifica

Namira viene raffigurata come una donna dalle lunghe vesti, circondata da larve e mosche, tutti animali che si trovano sui cadaveri. È considerata malvagia, ma è molto benevola con i suoi seguaci.

Non si conosce altro di lei, e lo stesso vale per il piano che governa: il Vuoto Svuotato.

StoriaModifica

Una delle prime (e poche) interazioni di Namira con il Mundus viene riportata nel libro “Il Principe Mendicante”, che narra di una vicenda avvenuta nella Prima Era, quando i Principi Daedrici ancora vagavano liberamente nel piano mortale. Il protagonista era Wheedle, il tredicesimo figlio di un re di Valenwood, che in quanto tale non era nella posizione di prendere il trono e nemmeno ereditare le ricchezze che avrebbe potuto ambire per nascita.

Casualmente si imbatté in un gruppo di balordi che si divertivano a picchiare e insultare un mendicante coperto di stracci miseri e puzzolenti. Il giovane li affrontò e mise in fuga, scoprendo di aver difeso nientemeno che il Principe Daedrico Namira. Wheedle cominciò quindi a inseguirla, supplicandola di accoglierlo come seguace, ma fu ripagato solo da indifferenza. Solo dopo 33 giorni e notti, quando, per la fatica e per gli stenti, anche lui si ridusse al rango di barbone, Namira gli parlò benevolmente, rivelandogli di aver completato il suo apprendistato e concedendogli tre “benedizioni”: la malattia, la pietà e il disprezzo.

Con queste "benedizioni", Wheedle divenne leggendario tra i mendicanti, in quanto capace, attraverso la malattia e la pietà, di attirare la compassione e la solidarietà delle persone più fortunate. Inoltre, l’assenza di considerazione sociale lo rendeva, quando voleva, praticamente invisibile. Quindi mendicando accumulò grandi ricchezze, e la gente inconsapevolmente gli rivelava segreti che altrimenti avrebbe custodito gelosamente, tanto che Wheedle finì per conoscere i segreti di ogni cittadino in città. Infatti oggi si dice che, se si vuole veramente sapere qualcosa, basta chiedere ai mendicanti, che sono gli occhi e le orecchie delle città e conoscono tutti i piccoli segreti dei loro cittadini.

ArtefattiModifica

L'artefatto associato a Namira è l'Anello di Namira. In Daggerfall, l'eroe dovrà eliminare un Antico Vampiro che aveva osato dispiacere Namira, mentre, in Oblivion, l'Eroe di Kvatch dovrà difendere alcuni alcuni adoratori di Namira dai sacerdoti di Arkay. In entrambi i titoli si verrà ricompensati con l'anello, che avrà il potere di riflettere una piccola percentuale di danni e di incantesimi. 

L'anello ricompare anche in Skyrim, come ricompensa della missione "Il Sapore della Morte". In questo caso, l'anello aumenterà la stamina di 50 punti e permetterà di nutrirsi dei cadaveri, aumentando la salute di 50 punti e la sua rigenerazione del 50% per cinque minuti. 

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.